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“Sfruttamento, buste paga false, orari infiniti. La stagione in riviera peggio dei lavori forzati”

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Attenzione ai cavilli impercettibili del seguente colloquio verbale che inaugura ogni rapporto lavorativo tra una persona a cui occorre un occupazione ed un albergatore romagnolo. L’autrice di questo trafiletto auspica di sottolinearli, data la sfortunatamente vasta esperienza acquisita in proposito, sperando di far luce sulle polemiche legate alla dichiarazione del sindaco di Gabicce che imputa al reddito di cittadinanza la mancanza di personale stagionale.

Premetto che quello che scrivo non vale per tutti gli Hotel, ma per la maggior parte di essi sì, e sono dinamiche vissute in prima persona e in differenti tipologie di alberghi, ed ovviamente esperienze di chi ha condiviso queste situazioni con me.

“Quindi siamo d’accordo? Saranno sette, otto ore al massimo, tutti i giorni, perché purtroppo (purtroppo lo dicono solo gli albergatori più gentili, o quando intuiscono dalla tua espressione che stai figurando i mesi a venire dovendo lavorare sempre, giorno dopo giorno dopo giorno dopo giorno dopo giorno…) qui funziona così. Dappertutto sai? Non è che un altro hotel ti può dare il giorno libero”. Mentre tu stai riflettendo su quando potrai rivedere i tuoi cari per mezza giornata, o più semplicemente la luce del sole, l’albergatore continua: “Non preoccuparti, noi siamo ben organizzati, il lavoro non è che sia poi così impegnativo”.

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